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http://www.fert.org/news/contadini-e-documentaristi-co-producono-la-terra-ri-media-laboratorio-di-rete-costa-vescovato

Saperi in rete per l’agroecologia in crescita

La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati.
– Per iscrizioni, mail a: info@fert.org
– Per ospitalità, mail a: accoglienzavalliunite@gmail.com 

Luogo: Società Operaia di Mutuo Soccorso, Costa Vescovato, Valle Ossona – Colli Tortonesi (AL)

Con la terza sessione delle Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo, l’Associazione F.E.R.T. vi invita il 25 febbraio
al laboratorio nuovi media per l’agroecologia: La Terra Ri-media

Il laboratorio accoglie e attiva produttori di documentari, contadini, studiosi, studenti, pubblico.

Il programma della Giornata copre tre temi principali in altrettante sessioni plenarie, due al mattino e una al pomeriggio.
Le varie tavole rotonde sono composte da contadini, documentaristi, rappresentanti di raggruppamenti e piattaforme sociali indipendenti.
Il programma dettagliato (in preparazione) sarà pubblicato la prossima settimana sui siti dei promotori.
SALVATE LA DATA!

TEMI DEL LABORATORIO

1. La figura del contadino torna di moda (e di media)

2. Formazione continua partecipata: consapevolezza e buone pratiche, validazione in rete

3. I contadini informano la città

Per saperne di più: http://www.fert.org/european-days-2016/terra-rimedia

 

 

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Radici di luce e forze esoteriche dentro e fuori di noi.

Stasera,2 novembre 2016, alla riunione eravamo tanti: Leo, Costanza, Fabia, Christian, Pia, Enrico e un nuovo amico, Tino, Irma e il suo compagno, Caio e Lorella, Tiziana, Alberta, Erica, Rosalia, Fabio, Annamaria e due nuovi arrivi,  proprio dal blog (!): Barbara e Ignazio.

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Abbiamo anticipato il consueto incontro del giovedì per poter fare il bilancio dell’esperienza MIOORTO con Annamaria, che viene da Paroldo per il mercato proprio il mercoledì.

Annamaria esordisce precisando la differenza fondamentale tra coltivazione orticola e campestre. La prima, cioè quella che garantisce la produzione del MIOORTO richiede una cura molto più assidua, l’estirpazione delle erbe infestanti deve essere manuale, il mantenimento dell’umidità del terreno per impedire l’infestazione dell’altica (pulce di terra), evitando così di utilizzare insetticidi permessi dall’agricoltura biologica quali il piretro o il rotenone… La coltivazione orticola, inoltre, grazie alla sua varietà, garantisce un maggiore equilibrio nel combattere le eventuali infestazioni. Annamaria fa girare fra di noi un plico di pagine della Federbio con l’elenco dei prodotti che si possono usare in agricoltura biologica. Fra questi c’è il Decis, cioè un piretroide insetticida non selettivo, nocivo perché uccide il buono e il cattivo, dunque. Annamaria non usa neanche il verderame, perché mette i pomodori sotto tunnel. La concimazione avviene con compost biodinamico, quindi non è azotata e in autunno utilizza il cornoletame, anch’esso un preparato biodinamico.

L’unica strada per rendere sostenibile la coltivazione orticola secondo criteri biodinamici è la programmazione unita alla garanzia dell’acquisto da parte di uno o più g.a.s.

Dei prezzi, ottenuti in base a listini di un’azienda agricola albese e del Cornale di Magliano Alfieri , associati alle ore di lavoro impiegato, ci parlerà nel dettaglio dopo un primo giro di opinioni. (Ricordo ai veterani del g.a.s. che Il cornale è stato il nostro primo passo per informarci della possibilità di iniziare ad acquistare in modo collettivo, solidale ed equo).

Un primo elemento di criticità riguarda il primo rifornimento di carote, ritenute molto fibrose (se mangiate crude, mentre cotte sono risultate molto gustose) e con molto scarto. In seconda battuta il secondo appezzamento ha fornito carote migliori, perché diradate di più dal suo collaboratore, il figlio che vuole intraprendere la sua stessa carriera e dedicarsi all’agricoltura biodinamica. Annamaria risponde che i parametri di valutazione degli ortaggi a cui siamo abituati (acquisto al mercato –biologico o no- o al supermercato) non sono paragonabili alle caratteristiche dei suoi. Il motivo non risiede unicamente nella diversa qualità del terreno, ma anche nel fatto che gli ortaggi che non sono coltivati col metodo biodinamico sono succosi perché carichi di acqua. Inoltre, la carota, essendo una radice non può essere succosa, ma migliora con la cottura perché è una radice di luce e quindi si combina bene con il fuoco.

Un altro intervento, pur sottolineando la qualità molto alta di prodotti come melanzane e biete, fa notare  che talvolta ci sono stati problemi con l’insalata montata e con le zucchine e qualche pomodoro.

Annamaria ribadisce il concetto della diversità dei parametri valutativi e spiega che, per quanto riguarda l’insalata, è normale che, se è trascorso il momento aureo dell’insalata che è la primavera, cambia il gioco delle forze esoteriche e tende a far prima il seme, segno del termine della vigoria. L’insalata, quindi è più dura.

Sulle zucchine ammette che sarebbe meglio più di una consegna la settimana, perché, per ritardare la crescita della zucchina, si tende ad innaffiare di meno la pianta e quindi quando la si raccoglie è meno turgida. Una soluzione proposta è quella di unire le piante destinate ai g.a.s. di Ceva e di Mondovì, che hanno due giorni di consegna diversi.

Annamaria ci rivela che il suo sogno, comunque, è quello di arrivare alla consegna a domicilio. Perché no?

Infine, la programmazione ha risentito di diverse criticità: da una parte la scarsa comunicazione per evidenti problemi di tempo da parte di Annamaria, dall’altra l’eventualità che calamità come i topi, per esempio, non permettano di rispettarla per mancanza di materia prima  (è successo con le carote e con i finocchi). La programmazione è risultata un po’ difficoltosa anche da parte dei gasisti, che richiedono, quindi di cercare di comunicare per tempo le disponibilità del MIOORTO; i gasisti che risiedono fuori Mondovì sono quelli che hanno avuto più difficoltà nel ritirare la merce, fatto che è sempre avvenuto per la grande disponibilità di Costanza. Grazie! Infine, chi ha un proprio orticello vorrebbe entrare nella programmazione solo quando la sua produzione non è sufficiente.

Il problema più grande, comunque, consiste nel prezzo: pur conoscendo la serietà e la correttezza con la quale Annamaria compie il suo lavoro, i costi possono risultare eccessivi per una famiglia, soprattutto se monoreddito e con figli a carico che studiano.

Annamaria ne è consapevole, ma ci rimanda la trasparenza delle sue entrate ed uscite, illustrandoci i costi vivi e le ore di manodopera (sottostimate, naturalmente): il guadagno di 9 mesi di coltivazione è stato di 5 euro l’ora.

Annamaria ci chiede come si possano commercializzare prodotti che costano meno della metà dei suoi. La risposta sta nella descrizione appena fatta del suo lavoro. Molti prodotti  venduti a prezzi molto convenienti rendono perché sono prodotti in grandi quantità e ciò può avvenire solo in colture estensive, che quindi necessitano di un  largo impiego di concimi chimici e antiparassitari.

La riunione si conclude con l’intenzione di organizzare un incontro sul problema delle garanzie per i consumatori di biologico e/o biodinamico: la Gabanelli ci ha immersi in un mare di dubbi! Annamaria, intanto però, ci dà un piccolo quadro virtuoso del funzionamento di produttori di pasta come Dalla terra al cielo.

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Si decide di far partire un ordine di riso e uno di olio.

La prossima riunione sarà di nuovo il giovedì e precisamente il 17.

Ho scritto ciò subito dopo la riunione, per non dimenticare nulla e quindi un po’ velocemente: se ci sono errori, rilevateli, correggeteli e scusatemi.

Buonanotte

Lorella

 

 

Cari e care che pensate di riuscire a incontrarci, un giorno, vi informiamo che la riunione del 3 novembre è stata anticipata al 2… eh, sì,  sembriamo un po’  pazzerelli e, in  effetti, lo siamo.

C’è una ragione, però,  e l’incontro si preannuncia particolarmente interessante, quindi perdonateci. La nostra amata produttrice della Fattoria Bronzetta, nonché membro a tutti gli effetti del g.a.s., può fermarsi in “città” solo il mercoledi, dopo il mercato mattutino, per non dover andare su e giù dalla sua amena vallata. Ci ha chiesto un riscontro dell’esperimento denominato MIOORTO, iniziato da poco in modo sperimentale e ci è sembrato giusto venirle incontro. Potrebbe essere un’occasione anche per i nuovi arrivi, quindi, tranquilli: dovrebbe essere l’ultimo cambio di data.

Vi aspettiamo, ciao.

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Avvisiamo tutti gli interessati che la riunione di giovedì 20 c.m.  è stata rinviata a giovedì 3 novembre, alle ore 21:00 presso la bottega del commercio equo e solidale, in corso Statuto 22/m.

Scusate il disguido e arrivederci.

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Bio illogico è il titolo del servizio di  Report andato in onda il 10 ottobre scorso su Raitre.

Probabilmente stavo correggendo compiti e non l’ho visto.   Naturalmente è scattato subito l’allarme rosso fra i componenti del gas e la mailing list si è animata di commenti e proposte di aggiornamento o di controllo delle nostre filiere.

Ho leggiucchiato qua e là e mi sono un po’ scocciata, a dire il vero. Qualcuno penserà che stia per partire la geremiade indignata su quei truffatori del biologico che fanno pagare un occhio della testa prodotti che di biologico non hanno neanche l’ etichetta.

E invece no. Non mi indigno più, perché è un verbo abusato da qualche tempo, ma mi scoccio proprio. Premetto che stimo e apprezzo le trasmissioni di inchiesta, anche se ho l’impressione che, alla fine, non producano grandi cambiamenti. Insomma, mi scoccia che “lagabanelli” abbia buttato la pietra dello scoop in quello che non è lo stagno della produzione biologica, ma quello del mercato puro e semplice. Mi scoccia che il servizio di Report non abbia cercato di tutelare i produttori biologici “doc”, proponendo contestualmente almeno una testimonianza della loro correttezza. Mi scoccia che non abbia voluto prevedere che ci sarebbe stato un effetto boomerang contro il biologico e non contro le truffe. Ché alle truffe siamo ormai assuefatti, forse…

GIOVEDI’ 20 OTTOBRE IL GAS SI RIUNIRA’ E NE DISCUTERA’.

Intanto faccio mie le parole di Bruno Sebastianelli, presidente de  LA TERRA E IL CIELO:”Controllare la filiera dal campo alla tavola, questo fa la differenza.”.

E ricordo che esiste una realtà chiamata GENUINO CLANDESTINO,  che ha come sottotitolo “comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare”.

P.S.: la sede della bottega non sarà disponibile, quindi ci vedremo a casa di PIA, la nostra presidentessa. Chi non sa dove abiti, ci contatti qui.

Un incontro possibile

di Attilio Ianniello

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Inizio dell’incontro (Foto Claudio Boasso)

Domenica 2 ottobre 2016 nella sala di lettura “Alessandro Gioda” del Comizio Agrario di Mondovì, su invito dello stesso si sono incontrati alcuni Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) della provincia di Cuneo e alcuni agricoltori.
Ha introdotto i lavori della mattinata Attilio Ianniello, vice presidente del Comizio Agrario, portando i saluti del presidente Oreste Bertola e del Consiglio direttivo dell’Ente agrario monregalese. Ha in seguito esposto brevemente il motivo dell’invito ai GAS ed ai produttori, ripercorrendo per cenni le motivazioni storiche del rapporto tra Comizio Agrario, agricoltori e consumatori a partire dalla costituzione del Comizio stesso avvenuta il 25 maggio 1867.
Giuseppe Marabotto, contadino e socio del Comizio, ha preso quindi la parola soffermandosi sull’importanza del rapporto agricoltori e cittadini con l’obiettivo di recuperare una relazione virtuosa che permetta agli agricoltori (in particolare alle piccole e medie aziende agricole) di poter vendere i propri prodotti “buoni, puliti e giusti” ignorati dal mercato sempre più condizionato dalla filosofia economica della grande distribuzione organizzata, ed ai consumatori di poter partecipare in prima persona alla difesa e promozione della biodiversità recuperando sapori, approfondendo il rapporto col territorio e pagando i prodotti agricoli ad un prezzo equo e possibilmente alla portata di tutti i portafogli.
Roberto Schellino, referente dell’Associazione Rurale Italiana, ha esordito facendo chiarezza sulle varie sigle attualmente presenti del gruppi di acquisto. GA (gruppi di acquisto), GAP (gruppi di acquisto popolari), GAS (Gruppi di acquisto solidali) e CSA (Community Supported Agriculture _ Agricoltura supportata dalla comunità del territorio).
Il particolare ha voluto porre l’attenzione dei presenti sul termine SOLIDALE dei GAS. Un termine che implica nella sua più profonda declinazione una vera relazione tra il cittadino consum/attore e l’agricoltore che porta entrambi fuori dalle pastoie della logica del mercato e dello scambio di merce. Ha in seguito presentato l’esperienza in itinere della Valle Stura di Demonte di agricoltura di comunità: orti sociali, attivazione dei cittadini della valle, agricoltura come elemento di lavoro e socializzazione, la forza delC collettivo, il recupero delle terre abbandonate. Ha anche invitato i presenti a partecipare nella mattinata di sabato 8 ottobre p.v. a Demonte all’incontro con l’esperienza dei GAP di Lodi (MI).
Patrizia Magliano, presidente della Cooperativa Sociale Caracol, ha aperto il proprio intervento richiamando l’attenzione dei presenti sulla cultura essenzialmente rurale del territorio monregalese ma anche di tutta la provincia di Cuneo. Una cultura si sta progressivamente svuotando di forti contenuti e valori rischiando di essere confinata nel folklore. Brevemente presenta il suo lavoro nel monitorare le nuove povertà che segnano non solamente i cittadini ma anche il mondo agricolo e in particolare i giovani. Auspica che da incontri come quello odierno nasca la spinta a coinvolgere le comunità, a far interrogare le comunità stesse; far prendere coscienza ad un maggior numero possibili di persone che possono indirizzare il mercato (far politica col portafoglio); far parlare tra loro le persone ed aiutarle ad organizzarsi.

Nella seconda parte della mattinata intervengono i rappresentanti dei GAS presenti:
GAS “La Torre” di Alba – Cristina Miscali: il GAS è nato otto anni fa nell’ambito della Cooperativa libraria “La Torre”; ne fanno parte 95 soci che sono in contatto con una quarantina di agricoltori e altri fornitori.
GAS “Gaspaccio” di Cuneo – Alessandra Gondolo: il GAS oltre a interagire con produttori agricoli locali e non (arance, formaggio Parmigiano) è associato alla Bottega di commercio equo e solidale “Quielà” di Boves.
GAS “Checevo” di Cuneo – Paolo Riberi: il GAS è nato dall’associazione “Compartir”, a sua volta nata nell’ambito di una esperienza solidale a Cami in Bolivia. I soci si ritrovano presso la Bottega del commercio equo e solidale “Checevo” situata nei locali della parrocchia dei Salesiani di Cuneo.
GAS “Familygas” di Mondovì – Raffaella Poggio, Nadia Avagnina, Claudio Boasso: Il GAS è nato da un gruppo di giovani famiglie che si riunivano in ambiti parrocchiali. Il percorso storico del GAS li ha poi portati ad allargare la propria base sociale (120 famiglie) anche a persone non frequentanti le parrocchie. Oltre a curare i rapporti con gli agricoltori e fornitori, attraverso l’organizzazione di gite, cene, etc. si cerca di incrementare la conoscenza e l’amicizia tra i soci. Collabora con la Caritas cittadina e dall’anno sociale 2015-2016 in collaborazione con l’Associazione “Mondoqui” ha dato in gestione gli ordini, l’acquisto e la consegna di arance di una cooperativa siciliana a due giovani monregalesi (un italiano e un rifugiato) grazie ad un accordo con la cooperativa stessa che dà una piccola percentuale del costo a questo servizio offerto dai giovani.
GAS “Il Pane e le Rose” – Silvia Pio, Fabrizio Ascheri, Leonardo Sito: Il GAS nasce ufficialmente dieci anni fa, ma già da tempo un gruppo di persone organizzavano acquisti collettivi. È un piccolo GAS (25 soci) che cerca di coniugare acquisti con la diffusione di cultura ed impegno politico e sociale.
*** Non hanno potuto partecipare ma hanno dato l’adesione all’incontro il GAS “Ventafelu” di Cuneo e il GAS di Saluzzo nella persona di Walter Vassallo dell’associazione “Tatawelo” ***
Intervengono alcuni produttori Matteo Musso (descrizione azienda biologica di Magliano Alpi, distinzione tra biologico certificato e non, importanza rapporto consumatori agricoltori); Michele Baracco, pastore di Frabosa Sottana (produzione formaggio azienda Cascina Frescu, importanza relazione con i consumatori per avere un minimo di sicurezza e continuità nella produzione e vendita), Paolo Canavese (associazione piccoli allevatori razza bovina Piemontese “La piccola” di Priero, Comunità del cibo “Custodi dei pascoli marginali” della Condotta Slow Food monregalese; produzione carne di qualità, attenzione a mangimi privi di OGM, difesa del territorio dell’Alta Langa e dell’Appennino Ligure di cui fanno parte i soci dell’associazione);  (“Comunità dei custodi dei castagneti della Valle Mongia” racconta che ha iniziato a pulire vecchi castagneti in località Viola Castello per trarne una produzione futura di castagne)
Segue un interessante dibattito in cui emerge la volontà di creare un’organizzazione leggera e non burocratica, ma efficiente, tra i vari GAS della provincia e gli agricoltori, iniziare un processo di ulteriore conoscenza e collaborazione. Viene proposto anche, quando sia possibile intrecciare rapporti collaborativi con l’Università, analisi a campione dei prodotti agricoli acquistati; vedere come sia possibile
sollevare da problemi di carattere giuridico assicurativo proprietari che, per ragioni di impossibilità ad operare, offrono, per esempio, il loro bosco per la raccolta delle castagne e volontari che si offrono per la raccolta stessa.
In conclusione ed in estrema sintesi si decide di iniziare il percorso di conoscenza e collaborazione implementando gli aspetti culturali e di consapevolezza di cosa sia un GAS, di come sia importante intrecciare non solamente rapporti di tipo commerciale con gli agricoltori, ma vere e proprie relazioni anche attraverso una eventuale partecipazione ai rischi che la produzione può avere per ragioni meteorologiche e di malattie infestanti. Per questo si è pensato di raccogliere in un futuro prossimo (il più prossimo possibile come alcuni hanno affermato) anche attraverso una breve intervista, la storia, il funzionamento e le modalità di scelta degli agricoltori e dei fornitori di ogni singolo GAS; iniziare a presentare, per conoscerle, nei nostri territori storie e modalità di intervento di GAS di altre province e regioni; infine di trovare modalità per coinvolgere maggiormente tutti i soci dei GAS e agricoltori alla partecipazione e a scelte condivise.

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Da sinistra: Vincenzo (Cino) Marsupino, Giuseppe Marabotto, Roberto Schellino, Attilio Ianniello (Foto Claudio Boasso)

Eccoci qua!

Eravamo tanti, allegri e soddisfatti, come potete vedere. Manca solo Fabia nella foto.

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Siamo belli, vero?

Se altri gasisti hanno scattato foto, ce le mandino, per favore.

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